Scheda Articolo
| Articolo | Prezzo (Iva Inc.) | Disponibilità |
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Politicamente Scorretto | 16,00 € |
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| Autore: Gianni Minà | |
| Il filo rosso che lega fra di loro gli articoli raccolti in questo volume è la difficoltà di informare, la fatica alla quale sono costretti tutti i giornalisti che possiedono l'orgoglio del proprio mestiere nel far conoscere notizie considerate scabrose e analizzarle secondo dati certi. È la difficoltà evidente di esercitare il diritto all'informazione da parte di chi non è disposto ad accettare pedestremente la visione del mondo suggerita e spesso imposta, proprio attraverso i media, dai poteri economici e politici. Da dieci anni Gianni Minà, non trovando più spazio nella televisione di cui era stato un pioniere, conduce attraverso i film documentari e la carta stampata la sua battaglia di giornalista fuori dal coro, stigmatizzando puntualmente interventi approssimativi, ambigui o reticenti e smentendo le versioni ufficiali con la forza indiscutibile dei fatti.
Gli interventi raccolti in questo libro - pubblicati su La Repubblica, l'Unità, il Manifesto e la rivista Latinoamerica - costituiscono un autentico esercizio di controinformazione sugli avvenimenti più diversi e controversi del nostro tempo: dall' incontro con il subcomandante Marcos, icona del nuovo ribellismo, alla cronaca della repressione messa in atto da un segmento delle nostre forze dell'ordine al G8 di Genova nel 2001: dalle ipotesi inquietanti sui meccanismi che hanno favorito gli attentati dell'11 settembre 2001, alle rivelazioni storiche del diplomatico Usa Wayne Smith sulla ripresa delle relazioni con Cuba che il presidente Jimmy Carter stava per firmare, alla fine degli anni Settanta se non avesse perso le elezioni contro Ronald Reagan. E, ancora, la difficoltà di spiegare “l’anomalia di essere Cuba" a una società occidentale abituata ad accettare acriticamente qualunque versione della realtà venga proposta dagli Stati Uniti d'America, anche la più irreale e la più grottesca; i dati sul terrorismo di Washington contro Cuba, pervicacemente ignorato dai media,anche quando una Corte texana nell'aprile del 2006, ha concesso la libertà su cauzione a Miami a Luis Posada Carriles, mente organizzativa di tanti attentati pianificati in Florida e messi in atto a Cuba; il tentativo di far chiarezza riguardo a storie spinose, come l'assassinio in Somalia, nel 1994, di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, che avevano scoperto i traffici di armi e rifiuti tossici della cooperazione italiana con alcuni paesi africani, benedetti dai nostri servizi segreti. Osservazioni spesso provocatorie e sempre scomode, ma comprovate e mai smentite, che costituiscono uno strumento prezioso per comporre un quadro del nostro tempo molto più lucido e onesto di quello offerto dalla cosiddetta informazione globalizzata. Un quadro che Minà completa, nell'Introduzione, con il racconto ironico della sua esclusione dalla Rai, che per fortuna non l'ha ridotto al silenzio. |
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